gambling, pensieri

LA “POSIZIONE TRAGICA” NELLA SOCIETA’ ODIERNA: dalla prospettiva di Symington al giocatore d’azzardo

Risultati immagini per John Strudwick, A Golden Thread (Un filo prezioso), 1885 (olio su tela)(particolare di “A Golden Thread” – John Strudwick – 1885)

Questo è un elaborato che ho presentato per un esame circa un anno e mezzo fa. L’intento era (ed è!) quello di analizzare e sostenere la teoria concepita in bozza da Neville Symington e poi sviluppata in essere da Sergio Caruso riguardo l’esistenza di una posizione tragica successiva alle Kleiniane posizioni schizoparanoide e depressiva. Tale posizione viene intesa come una modalità di relazione oggettuale che, se acquisita, fa sì che l’individuo si rassegni all’idea che ci sono cose che non possono essere spiegate, degli eventi che capitano indipendentemente da tutto e da tutti. Premessa per l’esistenza di questa posizione è la delineazione di uno spazio transizionale in cui l’individuo può “giocare” con i concetti luttuosi e privi di senso approcciandosi ad essi senza l’angoscia di annichilimento; uno spazio questo che nasce dalla delineazione della funziona paterna che Lacan definisce come Il Nome del Padre. Ciò premesso, questo lavoro si pone come obiettivo quello di andare a vedere il destino della suddetta posizione in una società in cui questo Padre sembrerebbe essere evaporato e di come, nel frattempo, si facciano largo posizioni animistiche estreme per far fronte a questa mancanza: è il caso delle credenze e delle distorsioni cognitive tipiche dei giocatori d’azzardo.

Continua a leggere “LA “POSIZIONE TRAGICA” NELLA SOCIETA’ ODIERNA: dalla prospettiva di Symington al giocatore d’azzardo”

Foto, pensieri

E il naufragar m’è dolce…

21082218_10211919152992765_2139256445_o

Questa foto è stata scattata da Guido Giuliano, un insegnate classe ’59 originario di Amantea, sulla spiaggia di Punta Alice a Cirò Marina nel Crotonese. A prima vista lo scatto può sembrare una semplice istantanea di una barca abbandonata, ma quando ho visto questa foto per la prima volta qualcosa si è mosso dentro di me!

Continua a leggere “E il naufragar m’è dolce…”

pensieri

Donne: l’antidoto all’ISIS

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/11/isis-se-ti-uccide-una-donna-non-vai-in-paradiso-cosi-le-cecchine-terrorizzano-i-jihadisti-reportage-su-fqmillenium/3969887/

Per come la vedo io, la nascita delle società e delle culture patriarcali (così come gran parte delle azioni messe in atto da esse) è stata causa diretta della paura che la forza generatrice della donna potesse annientare l’animale uomo. Leggendo questo articolo mi convinco sempre più che, nonostante sia passato molto tempo, questa teoria non è poi così infondata e mi stupisco di come ad oggi l’ancoraggio al principio di superiorità di genere che si cela dietro la sottomissione della donna possa portare addirittura al preferire di togliersi la vita piuttosto che essere ucciso da quest’ultima. Sia chiaro, ben venga che un esercito di miliziane basti a debellare una massa di individui che per mancanza di identità si affiliano a gruppi terroristici portando la morte in giro per il mondo, ma la cosa a mio avviso dovrebbe far riflettere!

Forse l’idea della rivoluzione culturale non è poi così sbagliata!

Foto, pensieri

Il piacere della lentezza

IMG_20170825_172808_512.jpg

“Perché è scomparso il piacere della lentezza? Dove mai sono finiti i perdigiorno di un tempo? Dove sono quegli eroi sfaccendati delle canzoni popolari, quei vagabondi che vanno a zonzo da un mulino all’altro e dormono sotto le stelle? Sono scomparsi insieme ai sentieri tra i campi, insieme ai prati e alle radure, insieme alla natura? Un proverbio ceco definisce il loro placido ozio con una metafora: essi contemplano le finestre del buon Dio. Chi contempla le finestre del buon Dio non si annoia; è felice”.
(Milan Kundera – “La lentezza”)

pensieri

Quante facce ha la banalità del male? Uno studio su Arendt e Dostoevskij.

Arendt

E’ da circa un anno e mezzo che ho nelle bozze questo post ma purtroppo il tempo per scrivere, impaginare e organizzare gli articoli è poco. Ora però sono riuscito finalmente a finire di sistemare tutto e quindi posso con orgoglio chiudere il cerchio e postare il terzo dei tre articoli scritti e pubblicati sul blog “CriticaMente” dal mio amico Alessandro Palladino. Buona lettura! Continua a leggere “Quante facce ha la banalità del male? Uno studio su Arendt e Dostoevskij.”

gambling, pensieri

“Ludopatia”? No, grazie

http://www.corriere.it/cronache/17_aprile_07/legge-anti-slot-senza-decreto-attuativo-un-anno-ce-ne-sono-30-mila-piu-72480292-1bd9-11e7-a7aa-d3cb5d83b09d.shtml

Ho sempre sostenuto che il primo passo per affrontare realmente un problema è capire di cosa si sta parlando, iniziando con il dare il giusto nome alle cose. “Ludopatia” non è il termine appropriato per descrivere la dipendenza da gioco d’azzardo! Continua a leggere ““Ludopatia”? No, grazie”

pensieri

Il film psicoanalitico

Spesso si arriva in analisi con la voglia di “raccogliere le idee, essere logico e riportare il mondo in una prospettiva razionale” ma poi ci si rende conto che in quella stanza tutto si fa tranne che essere razionali! Mi è capitato spesso di uscire dallo studio del mio analista e di domandarmi: cosa è successo oggi? Magari ero andato lì con un problema che mi arrovellava il cervello da giorni e poi…boh! Parlavo di tutt’altro, cose che apparentemente (o no) non avevano nulla a che fare con ciò che mi affliggeva e andavo via con pensieri nuovi che non sostituivano affatto quelli vecchi ma che, anzi, si aggiungevano ad essi…e stavo bene!! Continua a leggere “Il film psicoanalitico”

pensieri, Recensione film

Father and son – Uno sguardo sulla famiglia

Father and Son è un film di Hirokazu Kore-Eda, regista giapponese, uscito in Italia nel 2014. Sono incappato in questa pellicola grazie a un esame previsto nel piano di studi della mia Scuola di Specializzazione e quello che segue è il frutto di alcune riflessioni fatte rispetto al tema centrale del film: la paternità è qualcosa di biologico o di relazionale-affettivo? Continua a leggere “Father and son – Uno sguardo sulla famiglia”

pensieri

Spunti

Alla fine non siamo che una delle possibili forme dell’Universo.Tutto si muove secondo regole precise: atomi, cellule, organi, piante, animali, pianeti, galassie. La cosa più bella però è un’altra…l’ordine parte sempre dal Caos e inquilino del caos è il suo anagramma CASO. E’ lui che muove tutto ed è bellissimo e stimolante pensare a come l’essere umano riesca sempre a trovare strategie per rimettere ordine. Creatività, è questa che permette all’uomo di colorarsi la vita!