Foto, pensieri

E il naufragar m’è dolce…

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Questa foto è stata scattata da Guido Giuliano, un insegnate classe ’59 originario di Amantea, sulla spiaggia di Punta Alice a Cirò Marina nel Crotonese. A prima vista lo scatto può sembrare una semplice istantanea di una barca abbandonata, ma quando ho visto questa foto per la prima volta qualcosa si è mosso dentro di me!

Ho conosciuto Guido alla mostra fotografica dal titolo “Viaggio di identità tra territorio e paesaggio in terra di Calabria” che ha allestito lo scorso agosto a Fiumefreddo Bruzio (un paesino del basso Tirreno Cosentino). Dopo avergli fatto i complimenti per i suoi scatti e aver condiviso con lui alcune riflessioni in merito ai soggetti delle foto e al tema della mostra, gli ho fatto presente che un’immagine su tutte mi aveva particolarmente toccato, “quella della barca e del faro”.

Alla domanda di Guido su cosa avesse quella foto di così particolare non sapevo dare una risposta, finché non ci siamo soffermati sull’immagine del faro. Era quello il simbolo che mi sfuggiva, quella “spiaggia” da cui la barca sembra allontanarsi navigando in un mare fatto di sola sabbia. La foto mi rimandava al concetto di fatica, quella fatica che spesso ci sembra di affrontare in particolari periodi della nostra vita e in cui sembra che l’esserci allontanati dal nostro “faro” sia stata la scelta più sbagliata del mondo. Mi rimandava all’incertezza legata al mondo del lavoro, alla prospettiva di vita, al contesto socio-culturale che, soprattutto nei giovani, induce a sentirsi proprio come quella barca: alle prese con un viaggio faticoso su un mare fatto di sabbia!

Allo stesso tempo, però, quella foto mi parlava anche di altro, mi riportava alla mente “L’infinito” di Leopardi, quegli spazi sterminati che il poeta immagina celarsi dietro la siepe (concretamente rappresentata in foto dalla sterpaglia verde) e che regalano all’uomo l’idea consolatoria dell’eternità. E’ questa sorta di speranza legata all’eternità che spinge a intraprendere il viaggio, un viaggio sì difficile e faticoso (a volte titanico), ma che porta a qualcosa di fortemente desiderato, di cercato e quindi fermamente intriso del senso di volontà e di realizzazione personale.

Vorrei quindi ringraziare Guido per la foto (che alla fine della chiacchierata gentilmente mi ha regalato), ma soprattutto per gli spunti che con i suoi scatti ha saputo stimolarmi.

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