pensieri

Il nuovo mondo

Ieri sera, per la prima volta, ho partecipato ad un’iniziativa di TED, il “TED Circles“.

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Intervista

A spasso con Woody…e Ivano!

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Venerdì 28 giugno, a Milano, c’è stato il concerto di Woody Allen & The Eddy Davis New Orleans Jazz Band. Lasciando per un attimo da parte l’esperienza quasi mistica del concerto (di cui spero di fare un post a parte qui sul blog), l’occasione è stata utile anche per conoscere un grande fan di Woody che ha messo su una mostra fotografica molto particolare. Sto parlando di Ivano Cetta, un informatico con la passione per la fotografia che qualche anno fa, dopo uno studio meticoloso di posti e fotogrammi presi dai vari film girati a Manhattan dal regista newyorkese, ha deciso di andare nella Grande Mela per immortalare le location in cui Allen ha girato i suoi più celebri film. Continua a leggere “A spasso con Woody…e Ivano!”

pensieri

Quale cultura per l’integrazione?

C_2_fotogallery_3011402_1_imageAja Trier, “Van Gogh Never Saw Woodstock”

Da Settembre di quest’anno sto frequentando un Master biennale intitolato “Psicoanalisi e Migrazione” presso la Società di Psicoanalisi Interpersonale e Gruppo Analisi di Roma (S.P.I.G.A.). Come al solito gli stimoli derivanti dal confronto con i colleghi psicologi, psichiatri e antropologi sono tantissimi e ogni volta vado via dalla lezione con un mucchio di spunti interessanti che, però, non ho mai tempo di sistemare e di condividere con gli altri. Spesso qualcuno di questi prova a prendere forma nelle “discussioni da bar” fatte a cena con gli amici, ma sono tutte considerazioni che, se non scritte, sfumano non appena (giustamente) si torna a parlare di argomenti più leggeri. Per la lezione che ha avuto come argomento centrale “Gruppi e Culture in Movimento – Identità e Cultura”, però, le cose sono andate diversamente, anche perché i docenti ci hanno chiesto di relazionare quanto emerso dall’incontro e quindi, volente o nolente, mi è toccato buttare giù un paio di considerazioni che, ovviamente, riporto qui sul blog. La lezione è stata tenuta dal Dottor Sandro Maiello e dalla Dottoressa Giuseppina Marruzzo, entrambi psicoterapeuti della S.P.I.G.A., i quali hanno suddiviso la giornata in due omenti, uno esperienziale e l’altro teorico: ad un intervento di gruppo faceva seguito una finestra teorica per un totale di tre sessioni gruppali e due teoriche. Ciò premesso, vorrei soffermarmi su alcuni aspetti che, a mio avviso, sono stati illuminanti per comprendere al meglio sia l’argomento della lezione che alcune dinamiche del contesto sociale odierno e che riguardano la definizione dei concetti di accoglienza e di integrazione. Continua a leggere “Quale cultura per l’integrazione?”

gambling, pensieri

LA “POSIZIONE TRAGICA” NELLA SOCIETA’ ODIERNA: dalla prospettiva di Symington al giocatore d’azzardo

Risultati immagini per John Strudwick, A Golden Thread (Un filo prezioso), 1885 (olio su tela)(particolare di “A Golden Thread” – John Strudwick – 1885)

Questo è un elaborato che ho presentato per un esame circa un anno e mezzo fa. L’intento era (ed è!) quello di analizzare e sostenere la teoria concepita in bozza da Neville Symington e poi sviluppata in essere da Sergio Caruso riguardo l’esistenza di una posizione tragica successiva alle Kleiniane posizioni schizoparanoide e depressiva. Tale posizione viene intesa come una modalità di relazione oggettuale che, se acquisita, fa sì che l’individuo si rassegni all’idea che ci sono cose che non possono essere spiegate, degli eventi che capitano indipendentemente da tutto e da tutti. Premessa per l’esistenza di questa posizione è la delineazione di uno spazio transizionale in cui l’individuo può “giocare” con i concetti luttuosi e privi di senso approcciandosi ad essi senza l’angoscia di annichilimento; uno spazio questo che nasce dalla delineazione della funziona paterna che Lacan definisce come Il Nome del Padre. Ciò premesso, questo lavoro si pone come obiettivo quello di andare a vedere il destino della suddetta posizione in una società in cui questo Padre sembrerebbe essere evaporato e di come, nel frattempo, si facciano largo posizioni animistiche estreme per far fronte a questa mancanza: è il caso delle credenze e delle distorsioni cognitive tipiche dei giocatori d’azzardo.

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Foto, pensieri

E il naufragar m’è dolce…

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Questa foto è stata scattata da Guido Giuliano, un insegnate classe ’59 originario di Amantea, sulla spiaggia di Punta Alice a Cirò Marina nel Crotonese. A prima vista lo scatto può sembrare una semplice istantanea di una barca abbandonata, ma quando ho visto questa foto per la prima volta qualcosa si è mosso dentro di me!

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Recensione film

Il Mangiafuoco del “The Place”

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Il nuovo film di Paolo Genovese è una pellicola a mio avviso molto complessa che presenta almeno due piani di lettura.

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pensieri

Donne: l’antidoto all’ISIS

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/11/isis-se-ti-uccide-una-donna-non-vai-in-paradiso-cosi-le-cecchine-terrorizzano-i-jihadisti-reportage-su-fqmillenium/3969887/

Per come la vedo io, la nascita delle società e delle culture patriarcali (così come gran parte delle azioni messe in atto da esse) è stata causa diretta della paura che la forza generatrice della donna potesse annientare l’animale uomo. Leggendo questo articolo mi convinco sempre più che, nonostante sia passato molto tempo, questa teoria non è poi così infondata e mi stupisco di come ad oggi l’ancoraggio al principio di superiorità di genere che si cela dietro la sottomissione della donna possa portare addirittura al preferire di togliersi la vita piuttosto che essere ucciso da quest’ultima. Sia chiaro, ben venga che un esercito di miliziane basti a debellare una massa di individui che per mancanza di identità si affiliano a gruppi terroristici portando la morte in giro per il mondo, ma la cosa a mio avviso dovrebbe far riflettere!

Forse l’idea della rivoluzione culturale non è poi così sbagliata!

Foto, pensieri

Il piacere della lentezza

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“Perché è scomparso il piacere della lentezza? Dove mai sono finiti i perdigiorno di un tempo? Dove sono quegli eroi sfaccendati delle canzoni popolari, quei vagabondi che vanno a zonzo da un mulino all’altro e dormono sotto le stelle? Sono scomparsi insieme ai sentieri tra i campi, insieme ai prati e alle radure, insieme alla natura? Un proverbio ceco definisce il loro placido ozio con una metafora: essi contemplano le finestre del buon Dio. Chi contempla le finestre del buon Dio non si annoia; è felice”.
(Milan Kundera – “La lentezza”)

gambling, pensieri

“Ludopatia”? No, grazie

http://www.corriere.it/cronache/17_aprile_07/legge-anti-slot-senza-decreto-attuativo-un-anno-ce-ne-sono-30-mila-piu-72480292-1bd9-11e7-a7aa-d3cb5d83b09d.shtml

Ho sempre sostenuto che il primo passo per affrontare realmente un problema è capire di cosa si sta parlando, iniziando con il dare il giusto nome alle cose. “Ludopatia” non è il termine appropriato per descrivere la dipendenza da gioco d’azzardo! Continua a leggere ““Ludopatia”? No, grazie”