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Dalla Curanderia all’analisi di sé

Il libro di Massimo Maggiari, “Leggere nel cuore”, è un incrocio tra un diario di viaggio, una mappa che ci permette di addentarci nei misteri della Curanderia e un taccuino sul quale il lettore trova annotate alcune riflessioni che, quasi inevitabilmente, finiscono per fare da specchio ad una serie di quesiti con le quali negli ultimi anni molti di noi si sono trovati a fare i conti.

È anche per questo che ho deciso di fare una chiacchierata con Massimo, per parlare della sua esperienza con Don Mateus (il personaggio simbolo del libro), dell’importanza di riscoprire le proprie origini e di come conoscere l’altro ci possa davvero avvicinare ad una versione nuova di noi stessi.

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Che ansia! Di incertezze, psicologi e altre creature fantastiche

I cambiamenti personali e sociali con i quali ci siamo trovati a fare i conti negli ultimi tempi ci hanno messo davanti ad un sempre crescente senso di incertezza.

Guerre, cambiamenti climatici, instabilità politica, rincari sulle forniture di gas e beni di prima necessità e una sempre più complessa gestione dell’economia domestica hanno portato, infatti, ad un considerevole aumento dei livelli di ansia nella popolazione, ansia che viene gestita con sempre maggiore difficoltà.

Ma allora come se ne esce? Bastano davvero qualche pasticchina o gocciolina di ansiolitico e/o un bravo psicologo?

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La fine di un inizio

È passato praticamente un mese dall’ultima puntata di MOMENTI e perciò, come ogni buon progetto che si rispetti, è ora di tirare le somme.

Se è vero che per me è stato bellissimo soddisfare, grazie a delle chiacchierate informali, la curiosità che avevo rispetto ai 100 temi trattati, è anche vero che l’intero progetto rappresenta per chiunque una preziosa occasione sia per prendere spunto da come ognuna delle persone coinvolte abbia scoperto e viva quotidianamente la propria passione, sia per rendersi conto di come proprio le passioni e gli interessi finiscono per essere elementi utilissimi per alimentare il proprio benessere nel quotidiano.

Cosa ci ha lasciato allora MOMENTI? È quello che ho provato a riassumere in questo video conclusivo…che ha anche una bellissima sorpresa finale!

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Io, l’imprevisto e le priorità: come l’organizzare il tempo può migliorarci la vita

Ho poco tempo, non ho tempo per capire come sia successo. Funziona così”.

Questa è una frase recitata dal protagonista di un film del 2011, “In Time”, ma mai come oggi la logica che si cela dietro ad essa risulta essere rappresentativa del rapporto che molti di noi hanno con il tempo.

Avere tempo, infatti, sembra essere un lusso che in pochi possono permettersi e, nel marasma di cose da gestire, l’impressione è che il lavoro, la famiglia, i social e i vari impegni quotidiani giochino a dadi cercando di spartirsi al meglio le nostre energie…e quindi il nostro tempo!

Ma come fare ad uscire da questo vortice? Come fare a gestire bene il proprio tempo e gli imprevisti che, puntualmente, scombinano i nostri piani?

È quello che abbiamo provato a scoprire nella nuova puntata di PsicoPsycho insieme a due preziose ospiti, Simona Moliterno (Psicologa del lavoro, Formatrice e Digital Marketer) e Sonia Busalacchi (Psicologa, Formatrice e S.F.E.R.A. Coach).

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Una compagna che non ti abbandonerà mai: la chitarra

La chitarra non è solo un semplice strumento musicale…e i musicisti questo lo sanno molto bene!

Spesso, infatti, imbracciare la chitarra vuol dire concedersi un momento solo per sé, uno spazio nel quale potersi riscoprire e, perché no, superare momenti difficili.

Tuttavia, suonare può diventare anche un momento di socialità nel quale condividere con chi ci sta intorno sentimenti e pensieri, stimolati proprio dal linguaggio della musica.

Insomma, in un panorama così complesso non potevo che chiedere aiuto a una persona fidata: Andrea Avorgna. Andrea suona la chitarra con e per passione da tantissimo tempo, e in quest’ultima puntata di MOMENTI mi ha aiutato a comprendere meglio il rapporto che c’è tra musicista e strumento.

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Tra me e il cibo: alimentazione, nutrizione e benessere personale

La dieta è da sempre sinonimo di rinuncia e di sacrificio ma non sempre è legata ad un bisogno fisiologico. Possiamo effettivamente iniziare una dieta perché facciamo fatica a compiere azioni quotidiane, ma anche per superare la famosa “prova costume” o perché “se perdessi quei due chiletti sarei veramente al top!”.

È chiaro, quindi, che la quantità e la qualità del cibo che assumiamo, così come la motivazione che ci spinge a mangiare, diventano un argomento molto importante da affrontare ai fini del nostro benessere personale.

È per questo che nella nuova puntata di MOMENTI ho deciso di fare due chiacchiere con Claudia Penzavecchia, dietista, nutrizionista e divulgatrice che mi ha permesso di sfatare qualche falso mito sulla dieta e di capire qualcosa in più sul variegato mondo dell’alimentazione.

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Marketing, Social e Identità: come la desiderabilità sociale influenza la nostra quotidianità

Oggi tutti abbiamo a che fare con i social e molto probabilmente a tanti di noi è capitato a un certo punto di riflettere sul se e sul come veicolare online la propria vita privata o la propria professione.

In effetti i social sono diventati delle importanti opportunità sulle quali investire tempo e a volte anche denaro, e sempre più persone si sono avvicinate anche ai principi del marketing iniziando così a lavorare sulla propria immagine personale o professionale per renderla “appetibile” agli occhi dei fruitori del web.

Ma quanto siamo in grado di distinguere l’immagine che abbiamo online da quella “reale” di noi stessi, e soprattutto…siamo davvero sicuri che le due immagini debbano essere distinte?

Forti di quanto già trattato nell’ultima live a tema, per la nuova puntata di PsicoPsycho abbiamo coinvolto Simona Moliterno (Psicologa del lavoro, Formatrice e Digital Marketer) per cercare di fare il punto su questo e tanto altro.

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Vestire la propria identità: la sartoria

Il modo in cui ci vestiamo influenza e non poco la nostra vita e nello specifico l’immagine che abbiamo di noi stessi e quella che vogliamo veicolare agli altri.

Scegliamo con cura gli abiti che ci fanno sentire più comodi a seconda delle situazioni da affrontare, mentre ci lamentiamo quando le circostanze ci costringono a vestire capi d’abbigliamento che cozzano totalmente col nostro modo di essere.

Insomma, la questione meritava un approfondimento, per cui nella nuova puntata di MOMENTI ho deciso di fare una chiacchierata con Stefania Dorta, una bravissima sarta e costumista con la quale ci siamo addentrarti nei meandri della sartoria cercando di capire se e in che modo questa bellissima professione riesca a dialogare con il nostro benessere individuale.

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Danzare intorno ai propri limiti: il Parkour

Il Parkour è una disciplina sportiva che nasce in Francia intorno agli anni ’90 e il cui nome è un adattamento stilistico del termine francese ‘’Parcours’’ che significa “percorso”.

Si tratta, infatti, di uno sport che, prendendo spunto da un particolare addestramento militare, consiste nell’eseguire nella maniera più fluida e tecnicamente efficiente possibile un percorso urbano che prevede vari ostacoli tra cui panchine, ringhiere, muri, tetti…insomma tutto ciò che normalmente troviamo in una qualsiasi città!

Il parkour, però, è molto altro. È uscire fuori dagli schemi, è fare i conti con i propri limiti, insomma è un qualcosa che vale la pena approfondire, e per questo nella nuova puntata di MOMENTI ho deciso di fare due chiacchiere con Antonio Gallizzo, traceur, coach e grandissimo appassionato di parkour.

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Io sono/ho un’azienda?

Mai come oggi il lavoro è una componente essenziale della nostra vita. Gran parte del nostro tempo, infatti, lo passiamo a lavoro o a risolvere i problemi lavorativi e molto spesso anche il nostro tempo libero viene “contaminato” dal lavoro: finiamo per organizzare cene, aperitivi e escursioni con i nostri colleghi che, sempre più spesso, diventano le uniche persone che siamo in grado di frequentare a causa proprio dei ritmi lavorativi.

Tutto questo, ovviamente, condiziona anche la nostra identità e così a volte finiamo per confondere chi siamo con cosa facciamo, la nostra immagine personale e quella professionale.

Nella nuova puntata di PsicoPsycho abbiamo provato a fare il punto su questo e tanto altro passando attraverso fenomeni come il phubbing, la FOMO, la sindrome dell’impostore e l’attualissimo doomscrolling.