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Biblioterapia: i libri possono davvero curarci?

A cosa servono i libri? Qualcuno direbbe a stimolare la fantasia, altri ad apprendere nozioni, altri ancora a rendere più forte il rapporto genitori-figli. C’è poi chi li ritiene inutili perché noiosi e ingombranti, chi preferisce l’ebook al cartaceo…insomma, ce n’è per tutti!

La verità è che ognuno ha una visione tutta sua del libro e molto spesso la scelta di quel volume anziché quell’altro dipende proprio dalla singola persona, dai suoi tratti di personalità e dal suo stato d’animo.

I libri, infatti, hanno la capacità di rispecchiare chi siamo e cosa vogliamo, chi vorremmo essere, le nostre paure e le nozioni che ci piacerebbe apprendere, ci forniscono persino delle alternative ai nostri comportamenti e ai nostri schemi mentali. Ecco, quindi, che una serie di pagine rilegate diventa un potenziale strumento per il nostro benessere psicologico, un oggetto capace di migliorarci, farci sentire meno soli e metterci davanti ai nostri lati da smussare.

Ma siamo proprio sicuri che basti prendere in mano un libro per cambiare sé stessi? Ci siamo confrontati su questo e tanto altro nella nuova puntata di PsicoPsycho.

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Shock culturale: il trauma degli Expat

Qualche tempo dopo il trasferimento nel nuovo ambiente sociale la maggior parte delle persone espatriate si trova a dover fare i conti con un forte senso di ansia e smarrimento. Questo malessere prende il nome di shock culturale e non è certo un fenomeno nuovo, basti pensare che per molto tempo gli antropologi l’hanno ritenuta una vera e propria malattia professionale.

Negli ultimi anni, però, questo particolare disturbo dell’adattamento è diventato una realtà molto diffusa…e lo è anche qui in Italia dato che sempre più connazionali scelgono di trovare la loro stabilità all’estero, vedendosi costretti a dover abbandonare il proprio contesto culturale per adattarsi a quello nuovo.

In questo video di Etnopsi, quindi, ho ritenuto utile approfondire la tematica dello shock culturale descrivendo il fenomeno ed evidenziando le strategie più utili da mettere in atto per attenuarne gli effetti stressanti sulla persona.

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Il valore delle cose – Come attribuiamo valore a ciò che abbiamo e a ciò che facciamo

Dal telefono all’auto elettrica, passando per il viaggio verso il paese “trend” del momento, il presenziare all’evento dell’anno, l’essere sempre presente per il partner, l’andare a trovare i parenti durante le feste, il proporsi e riuscire a portare a termine un lavoro in maniera efficace e professionale…facciamo, vogliamo e abbiamo tante cose, e molte di queste le riteniamo addirittura indispensabili.

Noi a quelle cose ci teniamo, per noi hanno un valore, e questo valore può essere solo soggettivo oppure socialmente riconosciuto.

Ma come si attribuisce valore a qualcosa? Cosa ci spinge a direzionare gran parte delle nostre energie per arrivare a farla nostra? È quello di cui abbiamo parlato nella nuova puntata di PsicoPsycho insieme a due ospiti che potremmo definire ormai “di casa”, Simona Moliterno (Psicologa del lavoro, Formatrice e Digital Marketer) e Sonia Busalacchi (Psicologa, Formatrice e S.F.E.R.A. Coach).

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Zingaro a chi? Un viaggio nella cultura Romanì

Nello scenario comune il Rom è quello che vive alle spalle della società, una persona nomade che non vuole integrarsi e che si dedica ad attività illecite per riuscire a tirar via la giornata.

La maggior parte degli “Zingari” (come erroneamente e in maniera dispregiativa vengono definiti) però, è tutt’altro che parassita: vive in appartamenti, svolge incarichi anche di prestigio a livello nazionale e internazionale ed è costretta a nascondere la propria appartenenza per via dei pregiudizi che ci sono in merito alla propria etnia.

In questo nuovo video di Etnopsi ho voluto approfondire la cultura Romanì, cioè quella condivisa da Rom, Sinti, Kale, Manouches e Romanichals, evidenziandone la storia, gli aspetti salienti e aprendo una parentesi riguardo i pregiudizi che gli stanziali hanno nei confronti dei “Rom” ma anche quelli che questi ultimi hanno nei confronti dei “Gage”.

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Cosa vuoi fare da grande? Multipotenziali e benessere psicologico

Può esservi capitato negli ultimi anni di incappare nel termine “multipotenzialità”, o ancora meglio sentir parlare di “persone multipotenziali”.

In generale, il termine indica la capacità di alcuni individui di dedicarsi a vari interessi in contemporanea (a volte appartenenti ad ambiti completamente diversi tra loro) perché mossi da un’innata curiosità.

I multipotenziali hanno la capacità di creare interconnessioni e punti di contatto tra discipline o persone, allo stesso tempo, però, finiscono per non specializzarsi mai nell’ambito di interesse sentendosi, così, spesso inadeguati.

Per cercare di inquadrare al meglio l’argomento, a farci compagnia in questa nuova puntata di PsicoPsycho ci saranno Alice Bottoni e Melania Fanello, rispettivamente vicepresidente e consigliera dell’Associazione Italiana Multipotenziali.

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Le nuove sfide dell’accoglienza: ONG, carico residuale e ritraumatizzazione

Le ultime vicende che hanno visto protagoniste le navi ONG “Humanity One”, “Rise Above”, “Geo Barents” e “Ocean Viking” hanno riaperto la questione legata all’accoglienza e al ricollocamento dei migranti sia a livello nazionale che Europeo.

A giochi di potere e rimpalli di responsabilità a livello politico corrispondono sentimenti di paura, spaesamento e rabbia di chi ha deciso di abbandonare la propria terra sfidando torture e morte nella speranza di una vita migliore.

Quali sono le implicazioni che vicende come queste portano con sé e quali le prospettive in ottica legale e psicologica in tema di accoglienza?

È quello su cui abbiamo ragionato in questa live a tema io e l’avvocato Giulia Vicari, founder della pagina “Info Immigrazione”.

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Nel mondo degli “Incel”

Negli ultimi anni si sta parlando sempre più dei celibi Involontari, meglio conosciuti con l’appellativo di “Incel”, ovvero di quel gruppo di persone (per la maggior parte uomini) che faticano a sbloccarsi dal punto di vista sessuale e che per questo manifestano una grande sofferenza psicologica.

Marco Crepaldi, psicologo esperto in fenomeni sociali e da molti già conosciuto per i suoi studi riguardanti il fenomeno degli Hikikomori, ha recentemente scritto un bellissimo libro nel quale descrive in maniera chiara e dettagliata il fenomeno “Incel”, presentandolo come la punta dell’iceberg di un fenomeno sociale più ampio che muove da dinamiche socioculturali e biologiche molto profonde.

Partendo dal libro di Marco, quindi, nella nuova puntata di PsicoPsycho ci siamo focalizzati sul fenomeno “Incel” provando ad approfondire il discorso partendo dai contributi in chat.

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Dalla Curanderia all’analisi di sé

Il libro di Massimo Maggiari, “Leggere nel cuore”, è un incrocio tra un diario di viaggio, una mappa che ci permette di addentarci nei misteri della Curanderia e un taccuino sul quale il lettore trova annotate alcune riflessioni che, quasi inevitabilmente, finiscono per fare da specchio ad una serie di quesiti con le quali negli ultimi anni molti di noi si sono trovati a fare i conti.

È anche per questo che ho deciso di fare una chiacchierata con Massimo, per parlare della sua esperienza con Don Mateus (il personaggio simbolo del libro), dell’importanza di riscoprire le proprie origini e di come conoscere l’altro ci possa davvero avvicinare ad una versione nuova di noi stessi.

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Che ansia! Di incertezze, psicologi e altre creature fantastiche

I cambiamenti personali e sociali con i quali ci siamo trovati a fare i conti negli ultimi tempi ci hanno messo davanti ad un sempre crescente senso di incertezza.

Guerre, cambiamenti climatici, instabilità politica, rincari sulle forniture di gas e beni di prima necessità e una sempre più complessa gestione dell’economia domestica hanno portato, infatti, ad un considerevole aumento dei livelli di ansia nella popolazione, ansia che viene gestita con sempre maggiore difficoltà.

Ma allora come se ne esce? Bastano davvero qualche pasticchina o gocciolina di ansiolitico e/o un bravo psicologo?

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Io, l’imprevisto e le priorità: come l’organizzare il tempo può migliorarci la vita

Ho poco tempo, non ho tempo per capire come sia successo. Funziona così”.

Questa è una frase recitata dal protagonista di un film del 2011, “In Time”, ma mai come oggi la logica che si cela dietro ad essa risulta essere rappresentativa del rapporto che molti di noi hanno con il tempo.

Avere tempo, infatti, sembra essere un lusso che in pochi possono permettersi e, nel marasma di cose da gestire, l’impressione è che il lavoro, la famiglia, i social e i vari impegni quotidiani giochino a dadi cercando di spartirsi al meglio le nostre energie…e quindi il nostro tempo!

Ma come fare ad uscire da questo vortice? Come fare a gestire bene il proprio tempo e gli imprevisti che, puntualmente, scombinano i nostri piani?

È quello che abbiamo provato a scoprire nella nuova puntata di PsicoPsycho insieme a due preziose ospiti, Simona Moliterno (Psicologa del lavoro, Formatrice e Digital Marketer) e Sonia Busalacchi (Psicologa, Formatrice e S.F.E.R.A. Coach).